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A PIEDI VERSO L'OCeano

29 Aprile 2022 Stradella (PV)

29.04.2022 Stradella (PV)

La notte scorsa non ho dormito benissimo, avendo la tenda in pendenza mi dovevo spesso risistemare.

Il rituale è sempre lo stesso, smonto tutto mentre faccio colazione, stamattina la tenda non è bagnata quindi la cosa diventa veloce.

C'è una novità indesiderata: il pannello solare è rotto e non carica piú. Sembra un problema di collegamento, questo è grave perché senza pannello non posso ricaricare il telefono ne la telecamera e mi diventa difficile seguire la mappa e far video.

Poco distante da dove ho dormito, un signore dal giardino di casa mi ferma, si offre di ospitarmi nel giardino, cavoli, averlo saputo ieri sera. Peccato, mi tengo il bonus per la prossima volta.

Attraverso vari piccoli paesini, oggi l'idea è di arrivare a Stradella dove ho prenotato una stanza per stanotte.

Continuo con calma, oggi il vento mi è a favore e lo striscione funge da vela, questo mi fa pensare a come questo "motore" abbia spostato navi e fatto funzionare mulini per secoli e secoli.

Seduto su una panchina mi dedico al pannello solare, sembra si siano staccati dei collegamenti, il problema è che è tutto sigillato, quindi col coltellino svizzero devo togliere l'isolamento senza rovinare le piste. A casa riuscirei a farlo senza pensieri ma qui è un'altra cosa. Continuo la camminata, faró il lavoro pian piano durante le pause.

La strada di oggi è quasi tutta in mezzo alle campagne, tranne un ponte: quello sul fiume Po.

Il passaggio è obbligato, non ho alternative, arrivo al ponte e caspita non c'è il marciapiede e nemmeno molta banchina dove stare. Nelle strade principali cammino sempre dalla parte sinistra della strada in modo da avere i veicoli che mi vengono incontro, oltretutto lo prevede il codice della strada.

Poco prima di imboccare il ponte, si incrociano due camion proprio vicino a me, mi metto da parte il piú possibile ma il guard rail mi impedisce di uscire bene dalla corsia, il camion che mi viene incontro inchioda di colpo visto che quello alle mie spalle non accennava a rallentare, sinceramente non so dove siano riusciti a passare senza toccarsi o schiacciarmi, ma fatto sta che sono sano e salvo.

La ragazza dietro al camion con una mini cooper nera, visibilmente spaventata mi guarda e continua nella mia stessa direzione. Pochi minuti dopo la vedo che ritorna nella direzione opposta e subito dopo si ferma nella corsia opposta alla mia.

Mi dice di mettermi davanti a lei e che mi fa da scudo con la sua macchina per evitare pericoli. Davvero gentilissima ma rischiamo di intralciare il traffico e rendere pericolosi eventuali sorpassi. Ringraziandola per la cortesia le spiego al volo i motivi per cui sono costretto a rifiutare la sua cortesia, lei capisce e riparte salutandomi.

Attraverso il fiume e imbocco una strada secondaria con pochissime macchine.

Il carretto ha qualcosa che non va, la ruota anteriore vibra continuamente e sono costretto a sollevarla spesso da terra. Ha un lasco che prima non aveva e questo mi preoccupa un po'. Vedró che fare.

Arrivo a Stradella, cerco un negozio di elettronica per capire se il mio pannello è sistemabile.

Nel primo negozio di computer il tipo è gentilissimo, non può aiutarmi, ma mi da il numero di un suo cliente che vive nel paese dopo a circa 4 km e che forse può aiutarmi, ma per oggi è troppo distante, poi mi racconta che Stradella una volta era Piemonte e mi racconta qualche particolarità del posto, come ad esempio l'architettura che richiama molto i paesi che troverò in Piemonte.

Provo un altro negozio, i due ragazzi sono gentilissimi, si può sistemare ma è un lavoro lungo e la spesa non vale il prezzo del pannello solare. Devo trovare un'altra soluzione.

Li ringrazio e mi dirigo verso la casa dove ho prenotato la stanza. Su una salita, tutto ad un tratto, sento una fitta allo stinco sinistro. Oggi non ho sforzato e ho camminato con piú calma del solito perché ero molto vicino a Stradella quindi non avevo motivo di sforzare. Fatto sta che lo stinco e la caviglia mi fanno male.

Pessimismo, tristezza, sconforto, paura di dovermi fermare, forse anche dovuto al fatto che sono senza la certezza della ricarica del telefono. Senza telefono non so dove andare e non riesco a condividere il viaggio. Forse il tutto condito dal carretto che dà segni strani, la notte scorsa che non ho dormito bene e sono stanco; fatto sta che non sono tranquillo.

Arrivo alla casa, la signora è gentilissima e riesco a portare tutto il carretto in casa. Mi infilo subito in doccia e ne approfitto per fare il bucato.

Una bella doccia rigenerante, una telefonata con Fabiola e sono già piú ottimista.

Penso a come risolvere i vari problemi che mi si sono presentati. Massaggio la caviglia e lo stinco, metto un po' di pomata e mi rilasso.

Verso sera esco e vado a mangiare qualcosa, una birretta che rinfranca lo spirito e domani penseró al resto.