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A PIEDI VERSO L'OCeano

01 maggio 2022 Rivanazzano Terme (PV)

La mattina mi sveglio con piú calma del solito, mi godo ancora un po' il letto morbido con un vero cuscino e non una palla di vestiti come faccio solitamente.

Preparo tutto, faccio colazione, saluto la padrona di casa e mi avvio sulla SP10 che mi porterà verso Voghera.

La gamba e la caviglia non stanno bene, mi dolgono parecchio, sono un po' triste perché non riesco a sistemarla per bene, la giornata di riposo di ieri non è servita. Ecco, questi sono tra i momenti piú difficili del viaggio dove temo di non poter continuare e di dover rinunciare, non per volontà ma per malesseri fisici. In queste situazioni, mi capita di pensare a cose negative e perdere quella allegria che è parte fondamentale di questo viaggio.

C'è poco da fare, se non cammino il viaggio non prosegue. Cerco di pensare ad altro, mi concentro sul respiro, metto un po' di musica e vado avanti piano senza sforzare.

Lascio la principale per tagliare all'interno del paese di Broni, oggi c'è il mercato.

Attraverso la cittadina sotto gli occhi incuriositi dei passanti, alcuni mi fermano e mi chiedono informazioni sul viaggio. Mi fermo in un bar e mi rilasso godendomi le espressioni incredule di alcune persone che vedono il mio carretto.

Riparto, una ragazza molto carina mi ferma e mi chiede se sto andando a Finisterre. Lei c'è stata dopo aver fatto il Cammino di Santiago da Porto, è entusiasta del mio viaggio, mi dice che vorrebbe fare il cammino francese e le auguro di cuore di prendere e partire.

Esco dal paese, ad un distributore un signore seduto al bar mi fa segno di fermarmi, sono in tre, uno mi offre un caffè e chiacchieriamo di varie cose, tra cui il servizio militare che lui finiva proprio nell'anno in cui nascevo io.

Che begli incontri, beh, la gamba e la caviglia non mi fanno piú male, provo a sforzare un po' e non si fanno sentire. Incredibile davvero, tante volte basta poco per star bene, lo stato d'animo è cambiato grazie a questi bei incontri fatti stamattina e anche i dolori sono passati. Ritorno ad un passo tranquillo e mi godo tutto quello che c'è.

Lascio la SP10 per deviare ancora in altri paesi, non arriveró a Voghera, passo in un'altra strada che costeggia le prime colline degli Appennini.

A Codevilla imbocco la pista ciclabile ricavata sul tracciato della vecchia ferrovia, due signore con i loro bambini mi fermano incuriosite. Vengono dalla Macedonia, chiacchieriamo su un possibile viaggio a piedi per loro fino a casa, piú o meno sono gli stessi km che mancano a me per arrivare a Finisterre. Uno dei bambini entusiasta e molto preparato in geografia mi dice: "Caspita è un modo bellissimo di viaggiare. Quando saró grande girerò tutta l'Europa a piedi come fai tu".

Che bello! Gli auguro di realizzare questo sogno appena piantato.

Sulla ciclabile sono dipinti a terra alcuni giochi che si facevano da piccoli tipo quello della campana, oppure le lettere disegnate sulle quali bisogna saltare su ciascuna dicendola. Beh, li ho fatti tutti. Troppo divertente.

Il bello delle piste ciclabili è che si incontrano tantissime persone a piedi, lo striscione attira molto l'attenzione ed ogni occasione è buona per fermarmi e chiacchierare.

C'è un bar sulla ciclabile, ne approfitto per riposarmi un po' e bermi una birra accompagnata da alcuni assaggini locali.

Cala la sera, trovo un posto appartato proprio a fianco della ciclabile un po' scomodo da raggiungere perché devo superare un avvallamento e col carretto non è il massimo, ma non ci sono grossi problemi. Pianto la tenda nell'erba alta e sprofondo in un sonno profondo