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A PIEDI VERSO L'OCeano

03 maggio 2022 Oviglio (AL)

Oggi ho avuto parecchia paura! Ma partiamo dall'inizio.

Mi alzo, smonto e parto…piú o meno come tutte le mattine. Vado a far colazione al bar dove la signora ieri sera mi ha dato consigli, prendo un po' di frutta nel negozio del paese e via lungo la SR10 verso Alessandria.

Devo per forza arrivare in città per prendere il pannello solare che nell'armadio di Amazon. Passo per il paese di Spinetta Marengo dove trovo una signora originaria di Pedavena (BL), mi fermo in una ferramenta per prendere delle spine per cercare di risolvere il problema della ruota anteriore che si muove in malomodo.

Tecnicamente parlando "sgorla" tantissimo.

Esco dal paese e ritorno sulla SR10 che però ora è a doppia corsia per senso di marcia, doppia carreggiata divisa e con la banchina quasi inesistente.

Cazzarola! Qui la gente corre. Il pezzo che devo fare è di circa 4km, guardo sulla mappa ma non ho alternative. Mi incammino rimanendo il piú possibile sul bordo, indossando il gilet alta visibilitá, come sempre i camionisti rallentano e mi passano distante, grazie.

Passo davanti ad uno stabile enorme e abbandonato, una volta era uno zuccherificio.

Passa una pattuglia della polizia e mi saluta con la mano, non è illegale camminare su questa strada, ma non è certo la cosa piú salutare. Alcune vetture mi passano molto vicino e ogni volta sento i brividi lungo la schiena. Continuo e di tanto in tanto approfitto di una rientranza o una piazzola di sosta per riposarmi.

Questi km mi stanno davvero mettendo alla prova. Nel frattempo, la pattugllia della polizia fa parecchi giri avanti e indietro per sincerarsi sul mio stato di salute.

Ad un certo punto, in prossimitá di un ponte, la banchina sparisce completamente quindi sono costretto a camminare sul bordo della corsia.

Beh, non ho ricordi di aver avuto così tanta paura di essere stritolato tra un mezzo e il guard rail. Corro leggermente per passare alla svelta il ponte, poi noto che comunque la banchina manca ancora per un pezzo.

Continuo senza fermarmi, una macchina mi suona e mi fa strani gesti, ma non è che facendo così abbia risolto qualcosa. Passo davanti ad un platano gigante e noto un cartello che dice "Platano di Napoleone" ma non mi fermo per fotografarlo.

Finalmente arrivo all'ingresso di Alessandria, passo una rotonda alla cieca e arrivo in un parcheggio con una pista ciclabile, la pattuglia di polizia i miei angeli custodi, mi vedono, mi salutano con la mano e imboccano un'altra strada.

Grazie.

Ecco un altro motivo per cui cerco di passare distante dalle cittá: le strade per arrivarci, spesso sono grandi e trafficate.

Prendo il pacco di Amazon, e mi fermo a mangiare in un bar dove fanno cucina casalinga. Gran mangiata e relax per smaltire l'adrenalina. Ecco, una cosa che ho notato, quando ci sono situazioni pericolose, come ad esempio durante un intervento coi vvf, tendo a star calmo e riesco a gestire bene la situazione, ma poi, una volta finita l'emergenza, beh, mi siedo volentieri a prender fiato.

Mangio con calma, un bel piatto di trofie e una cotoletta gigante con verdure cotte.

Una delle bariste, vedendo il carretto, inizia a chiacchierare riguardo il Cammino di Santiago. Sono tantissime le persone che mi fermano e parlano del Cammino, chi l'ha giá fatto, chi lo vorrebbe fare ma non sa. Spero che queste ultime prendano ispirazione dal nostro incontro.

Esco da Alessandria impiegando parecchio tempo, cavoli è grandicella. Ecco un altro motivo per cui non mi piacciono le grandi città: impiego tantissimo tempo ed energia ad uscirne tra marciapiedi, incroci, semafori, sottopassi, giardini ecc.

Comunque riesco ad uscire e mi dirigo verso Oviglio.

Ad un certo punto, nuvoloni neri si addensano sopra di me e in pochissimo tempo inizia a piovere. Non è grave, in tempo zero mi preparo con la tenuta antipioggia e continuo a camminare. Un ragazzo in machina si ferma e mi chiede se può intervistarmi per il sio blog.

Ci diamo appuntamento a piú tardi nel paesino di Villa del Foro.

All'ingresso del paese, vicino al cimitero, vedo due ciclisti che si riparano sotto ad un albero.

Hanno le borse sulle bici. Sicuramente viaggiatori.

Mi avvicino e scambiamo due parole. Sono belgi, Hans ed Hellen, sono partiti da Avignone e stanno andando a Venezia, poi tutti i Balcani fino al Montenegro. Mi chiedono di salutare San Giacomo da parte loro quando arriverò a Santiago.

Piove parecchio, decido di fare una pausa all'asciutto e poco dopo mi fermo in un bar/alimentari, nei piccoli paesi succede spesso di trovare questo connubio. Il tipo è gentilissimo, mi racconta qualcosa dei posti e mi fa assaggiare i crumiri ed altri biscotti che fa lui.

Ritrovo il ragazzo che mi vuole intervistare. Troviamo un posticino coperto e gli racconto dei miei viaggi a piedi. Lui ha un'azienda agricola dove coltiva nocciole, queste zone sono molto rinomate per questo frutto. Ci salutiamo e riparto.

Piove. Adoro camminare sotto la pioggia, poi peró quando arriva il momento di piantare la tenda è duretta. Devo trovare un posto che non sia troppo bagnato, meglio se sotto un ponte o tra gli alberi, oppure una stazione di servizio abbandonata, un vecchio casolare con la tettoia, una baracca diroccata, oppure un parco cittadino con una pensilina o una tettoia.

Stasera mi è andata molto bene. Beppe mi ha visto per strada, abbiamo chiacchierato un sacco e mi ha aiutato a trovare un posto, ha chiesto ad una ragazza della Pro Loco, poi lei ha chiamato la vice sindaco, volevano aiutarmi. Che gentili.

Alla fine ho piantato la tenda tra due alberi nella piazza cittadina, col telo ho creato una copertura sopra la tenda e poi l'ho montata all'asciutto. Ora sono in tenda asciutto e al calduccio. La sensazione di stare in tenda mentre fuori piove, dopo qualche ora di camminata sotto l'acqua scrosciante, è stupenda. Mi sento al sicuro, coccolato, al riparo, e il ticchettio della pioggia mi culla dolcemente.