k

A PIEDI VERSO L'OCeano

28 maggio 2022 Puéchabon (Occitania)

28.05.2022 Puéchabon (Occitania)

Un trattore mi da il buongiorno di prima mattina. Sono le 6 in punto, sta spargendo non so cosa nel vitigno qui vicino. Per fortuna il vento tira a mio favore e tutto lo schifo che sta spargendo se ne va distante dalla tenda. Beh, ormai che sono sveglio tanto vale alzarmi e partire. Anzi, alzarmi smontare tutto, far colazione e partire. Per essere precisi.

Entro nel villaggio di Valflaunés, deserto totale. Solo un signore intento a sistemare il cancello, al quale chiedo se mi puó riempire la bottiglia d'acqua e me ne regala una piena.

Nella piazza approfitto del fatto che non c'è nessuno e mi lavo un po' nella fontana, do anche una lavata a qualche vestito.

Villaggio deserto, non si vede anima viva. Boh, sarà perché è sabato e sono le 8 di mattina. Prendo la strada per il colle di Fambetou, lo si vede bene proprio in mezzo a due montagne con delle belle pareti verticali di roccia pura. Ci sono anche due castelli, uno su ogni montagna, presumo servissero da protezione alla cittadina. La salita non è impegnativa, ci sono tantissimi ciclisti che mi salutano e mi augurano buon viaggio. Ad un tratto vedo un cartello molto particolare con scritto: " ponte di corda per salvare gli scoiattoli". Guardo bene un po' piú avanti e vedo una corda tesa a circa 5 metri dal terreno, tra due alberi da una parte all'altra della strada. In basso ci sono delle esche e in cima, ai capi della corda due casette a misura di scoiattolo. Che idea geniale! E sembra funzioni visto che non ho trovato scoiattoli spiaccicati lungo tutta la strada.

Arrivo al passo, tiro fuori lo sgabello e mi siedo a godermi il panorama. Un signore mi vede, lo saluto e mi regala una girella con crema e uvetta. Wow! Grazie mille, accetto molto volentieri.

Ci sono alcune comitive che partono per fare una ferrata, in effetti la parete di sinistra sembra davvero invitante. Quasi quasi mi unisco a loro.

Dopo una pausa bella lunga decido che è ora di scendere, quindi giú lungo la discesa verso S.Martin de Londres. Il panorama è immenso, vedo tutta la vallata circondata da montagne, prati verdi e color marron grano, cielo azzurro spettacolare e le montagne piú alte in lontananza.

Pochissime auto anche qui, tanti ciclisti che saluto e loro ricambiano.

Fa caldo e mi fermo spesso per bere, le gambe mi avvertono subito se sgarro nell'alimentazione o nei beveraggi.

Ora di pranzo arrivo a S.Martin de Londres, taglio per una strada sterrata e arrivo al supermercato Spar. Faccio un po' di spesa e approfitto dei tavolini per mangiare e delle prese di corrente per ricaricare un po' il telefono e la batteria. Una signora mi chiede se il carretto li fuori è mio e se sto andando a piedi verso Santiago, le rispondo di sì e tutti si incuriosiscono. Dopo un po' la direttrice arriva a salutarmi e congratularsi per il mio viaggio, mi porta un caffè e un bel bicchiere pieno di fragole. Voglio fare una foto assieme a me e al carretto. Accetto molto volentieri. Ci salutiamo e riparto, dentro c'era l'aria condizionata e si stava davvero bene. Fuori mi sto sciogliendo dal caldo.

Ricomincio la salita, qui il terreno è parecchio asciutto, fuori dalla strada si vedono le crepe sul terreno, credo che anche qui manchi la pioggia da parecchio tempo.

Vedo delle indicazioni per un castello, su Google maps vedo dove si trova ma è troppo fuori strada per me. Ci ritorneró.

Il paese di Viols le Fort, mi incuriosisce, decido di fare una piccola deviazione e vedermi il centro. C'è anche un matrimonio in corso. Mi siedo al bar e sfrutto il wi-fi per caricare un po' di video. Poco dopo si siedono alcune persone nel tavolino a fianco, mi chiedono se sono italiano e di dove. I genitori di uno di loro sono da Pordenone, chiacchieriamo un po' e mi offrono una coca cola.

La strada è ancora in salita, comincio ad essere stanco, ma mi sono messo in testa di arrivare in un punto e voglio arrivare fin lì. Fa ancora molto caldo sebbene siano ormai le 18 passate. Mancano pochi km a Puéchabon, dovrei fermarmi un po' prima.

Sono su un altopiano, ora la strada è in pianura. Anche qui il terreno è molto secco. Passo vicino ad una cava ma non riesco a capire che roccia sia, l'unica cosa che so è che è rossa.

Appena dopo una curva inizia la discesa, e si apre la vista sulla vallata, boschi immensi, pochissimi villaggi ben mimetizzati nella natura circostante. Bel posto per passare la notte. Appena trovo un posticino che mi ispira mi fermo. Scendo…scendo….ancora scendo, ma nessun posto va bene. Sul lato sinistro c'è la montagna con boschi molto fitti e tutto in pendenza, sul lato destro il pendio scosceso e la vegetazione che copre tutto. Scendo ancora e arrivo al paese di Puéchabon. Il piano era di fermarmi prima e non percorrere tutti questi km oggi. Ma alla fine sono arrivato fino in fondo alla valle in questo bel paesino tranquillo. Guardo un po' in giro dove potermi accampare. Sotto al ponte che porta nel centro del paese, sembra un buon posto ma è molto sotto. Chiedo a due ragazzi dove posso piantare la tenda. Mi consigliano di scendere lungo una stradina molto ripida e poco piú avanti a sinistra c'è un prato.

Proprio il punto che avevo adocchiato io. Prendo il carretto e giú per la discesa. Domani tornare in su saranno guai seri. Ma ci penseró domani.

Arrivo al prato, bel posto, peccato per l'erba alta, temo che avró problemi di umidità stanotte. Ma va benissimo cosí.

Mentre faccio alcuni esercizi per le gambe, passa un signore col cane. Lo saluto e iniziamo a chiacchierare del mio viaggio. Gli chiedo se secondo lui è un problema se pianto la tenda lì, mi dice di andar tranquillo e comunque il padrone del prato abita nella casa poco distante.

Gentilissimo.

Mi preparo per cucinarmi la cena e poco dopo ritorna il signore di prima, con in mano una birra fresca e un'aranciata. Me le regala e gli faccio alcune domande sul paese. Lui è un insegnante, insegna la lingua ocitana (della regione Occitania). È una lingua antica e alcune persone ancora la parlano, negli ultimi anni, molti giovani si sono decisi ad imparare questa lingua.

Molto interessante.

Ci salutiamo, ceno gustandomi la birra, preparo la tenda e mi concedo un meritato riposo. Anche oggi ho fatto 30km e sono un po' stanchino.