k

A PIEDI VERSO L'OCeano

30 maggio 2022 Quasi a Bédarieux (Occitania)

30.05.2022 Quasi a Bédarieux (Occitania)

Devo uscire da questa città e prendere in direzione Bédarieux, ma prima faccio la spesa al supermercato. Sto odiando i marciapiedi. Sali, scendi, alcuni non hanno la rampa e devo superare il gradino, altri hanno le macchine parcheggiate e col carretto non ci passo, sto facendo tanta fatica.

Alla fine riesco ad uscire dalla città ma la strada è davvero brutta: stretta e con i platani sui lati che mi nascondono alle macchine che arrivano. Guardo la mappa e trovo un'alternativa che taglia per un paesino e poi in mezzo ai campi.

Bella davvero, tranquilla, pianeggiante in mezzo alle case. Poi d'un tratto salita e sterrato. Una salita da sputare sangue cazzo!

Faccio 10 metri e mi fermo, continuo cosí fino in cima, impiego circa un'ora a finirla. Sono morto.

Che cavolo, dalla mappa non sembrava cosí. Però da quassú che panorama! Colline ricoperte da boschi, qualche casa qui e li, qualche vigneto e un silenzio stupendo. Son morto per arrivare quassú, ma ne valeva la pena. Per fortuna qualche nuvola copre il sole e mi fa ombra.

Sento un rumore familiare, un canadair per l'antincendio boschivo sbuca da dietro una collina, mi passa sopra la testa e scompare dietro la montagna.

Sicuramente va a caricare acqua al lago di Salagou, peró non vedo fumo ne sento odore di incendi, forse sarà un'esercitazione.

La strada è un continuo sali e scendi peró il paesaggio riempie di pace, per fortuna almeno adesso è asfaltata. Dopo la giornata di ieri con il caos delle macchine, ci voleva questo giretto tra campi e colline.

Arrivo al paese di Mouréze e un parcheggio a pagamento con vicino un ufficio turistico attira la mia attenzione.

Lascio il carretto all'ufficio turistico e faccio un giro. È il Cirque de Mouréze, un sito geologico con delle rocce fatte a torre. Sul cartello c'è scritto che sono rocce dolomitiche. Il sito è molto grande e non riesco a girarlo tutto, guardo un po' qua e un po' la fotografandolo anche dal belvedere. Molto interessante e particolare. Le rocce sembrano tante torri messe qui e li, ci sono tantissime spaccature tra una e l'altra con sentieri un po' ovunque. Da un punto si vede bene anche il paese fatto di sassi marroni e dall'architettura molto molto vecchia.

Ritorno sulla mia strada, recupero il carretto e riparto. Sono senza acqua e quindi suono il campanello di alcune case finchè esce un ragazzo che gentilmente mi riempie la bottiglia.

Esco dal paese, sembra di essere sulle montagne russe: tutto un su e giú che non finisce piú.

Pausa pranzo a fianco della strada col cibo pronto preso al supermercato. Relax e poi via, la strada di campagna si ricongiunge alla principale D908.

Qui è bella larga con la banchina tutta per me. Il sole scalda parecchio e poco dopo vedo alcuni alberi che sono ottimi per l'amaca. Direi che un sonnellino all'ombra, cullato dal vento, ci sta proprio bene.

La strada sale ancora il panorama è sempre piú bello. Il verde con le sue mille tonalità la fa da padrone, poi il marron dei campi di grano tagliati, l'azzurro e il bianco del cielo. A tutto questo si aggiungono delle macchie gialle qui e lí della ginestra.

Sembrano colpi di spugna in un quadro impressionista. Davvero stupendo.

A tratti dei pendii di terra rossa danno ancora piú magia a questo paesaggio. Continuo sotto al sole, mi fermo spesso per godermi il panorama e riposarmi. La gamba sinistra mi fa proprio male oggi e fatico a procedere.

Chissà cosa pensano gli automobilisti che passano e vedono un tipo a piedi in mezzo al nulla sotto al sole. Mah.

Arrivo sul passo, ora è tutta discesa fino a Bédarieux, ma non credo ci arriveró stasera. Troppo male. Forse la strada di stamattina non mi ha fatto molto bene. Cerco un posto dove fermarmi per la notte.

Ad un tratto, una macchina rallenta e la guidatrice mi saluta. Si fermano poco dopo, scende un ragazzo e mi chiede coma mai di questo viaggio. Iniziamo a chiacchierare in inglese, lingua che per me è un po' piú semplice del francese. Sono Rechel e Martin una coppia di scozzesi che vive a Bedarieux. Vorrebbero ospitarmi per stanotte ma è troppo lontano, grazie comunque del pensiero. Mi chiedono se sto raccogliendo fondi per qualche associazione. Spiego loro che il viaggio lo faccio per me, peró tutti i soldi che mi vengono regalati durante il viaggio, li dono all'associazione dei vigili del fuoco volontari del mio paese Longarone. Mi regalano 5 euro che metto via ringraziandoli.

Ci salutiamo ed ognuno riprende la propria strada. Vedo un posto tranquillo su un pezzo della vecchia strada, peró l'erba è troppo alta e non mi va. Poco dopo un altro posto uguale, niente.

Continuo ma la gamba fa male. Per fortuna ne trovo un altro poco dopo, sotto a degli alberi con un pezzo di asfalto vicino e con l'erba non tanto alta. Va benissimo. Mi cucino la cena, monto la tenda e cerco di capire come mai mi fa male proprio il tibiale sinistro. Vediamo domattina come va.