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A PIEDI VERSO L'OCeano

01 giugno 2022 Lacabaréde (Occitania)

01.06.2022 Lacabaréde (Occitania)

Sveglia col canto degli uccellini, decisamente meglio che i trattori o le campane.

Ho un mal di schiena terribile, nella parte bassa, mi impedisce parecchi movimenti. Devo fare tutto rallentato. Sará per come ho dormito forse. Ma mi sembra strano.

Smonto tutto, colazione seduto tranquillo sulla panca e poi via. Spettacolare questa ciclabile. Ma? Che succede? Ad un tratto la pista ciclabile si interrompe, vedo che la linea della vecchia ferrovia prosegue ma è tutta boscaglia.

Chiedo a dei signori e mi indicano che la ciclabile devia su una salita. Va bene dai un po' di salita non mi farà male. Le ultime parole famose! Cavoli che fatica.

Praticamente per non passare sopra un ponte trasandato, hanno fatto deviare la ciclabile un po' in alto sopra le rocce.

Dura arrivare fin quassú, ma il panorama è molto bello. Si vedono i due ponti dell'ex ferrovia che passano da una parte all'altra del torrente. In effetti uno è messo maluccio.

Dopo una ripida discesa, ritorno sul tracciato della vecchia ferrovia.

Avete presente quando si viaggia in treno e si guarda dal finestrino? Non con i treni superveloci di adesso, quelli di una volta a gasolio o a carbone col classico rumore del giunto delle rotaie: tu tun tu tun...tu tun tu tun…ecco immaginatevi questo. Guardando dal finestrino si vedono gli alberi, i muri di contenimento dove passa il tracciato, ad un tratto si passa su un ponte, si apre una valle e ci permette di vedere uno scorcio di montagne e colline, ma dura un attimo e si rientra nel bosco.

Tu tun tu tun...tu tun tu tun…o guarda un paesino molto carino, non ha la stazione e il treno passa e non si vede piú di tanto.

Tu tun tu tun...tu tun tu tun…un altro ponte, wow! Che valle stupenda con delle cascate ma dura un attimo e non si riesce a godere dello spettacolo.

Ecco, questa ciclabile, fatta su una vecchia ferrovia è cosí, ma sto viaggiando a piedi, un viaggiare lento, e posso godermi tutto quello che vedo e sento. Un ponte, mi fermo ad ascoltare il canto del torrente sottostante, il bosco con gli uccellini che accompagnano il mio andare, i fiori che costeggiano il percorso, un bel paese particolare da guardare con calma. Una panchina dove riposarmi, leggere un libro o semplicemente godermi tutto quello che ho attorno. Annusare l'aria alla scoperta di mille profumi, il sottobosco, i fiori, le piante di menta, la terra umida. Un ruscello con una cascata dove potermi rinfrescare, una casa piena di rose da ammirare. Un rumore tra l'erba, una lucertola spaventata dal mio passaggio. Un altro ponte, uno scorcio per ammirare la valle, ehi guarda, c'è anche un lago. Il passaggio tra il fresco all'ombra degli alberi, che creano un tunnel naturale e il caldo sotto al sole. Il rumore dei miei passi sulla strada sterrata accompagnato dal suono del vento tra gli alberi. Le farfalle e le libellule che mi svolazzano attorno. Ed è stupendo godermi tutto questo a passo lento.

C'è una caserma di vigili del fuoco, è aperta e scambio quattro chiacchiere con due pompieri. Mi raccontano che in Francia, l'80% dei pompieri sono volontari. Qualche foto e poi riparto.

Alcuni signori che mi hanno superato prima, sono fermi in un'area picnic e mi fermano per chiedermi del mio viaggio.

Poco dopo mi fermo per pranzo, metto tenda e sacco a pelo a prendere aria e ripassano i ciclisti di prima.

Mentre mi cucino la pasta intuisco da dove arriva il mal di schiena. Nei tratti dove cammino sotto il sole, sudo parecchio, poi nei tratti d'ombra prendo freddo, cosï per tutto il giorno di ieri e alla fine la schiena si è fatta sentire. Devo stare piú attento, non è grave.

Arrivo al paese di Courniou, chiedo acqua alla biblioteca del paese, la signora mi riempie le bottiglie e mi indica la fontana dove potermi rinfrescare.

Approfitto per lavarmi e lavare i vestiti. Li metto ad asciugare appesi al carretto ed entro sera sono asciutti.

Sono un po' stanchino e cerco un posto dove fermarmi per la notte. Questo no, questo neanche. Ottimo, questo va bene. Ma cos'è questa puzza? Aspetta, no, non sono io. Allora cos'è? Ah ecco, è una fabbrica di concimi e io sono proprio controvento. Non mi va proprio di fermarmi qui. Proseguo. Caspita se è grande questa fabbrica, impiego un bel po' per passarla.

Ok, la puzza è passata, chiedo ad un signore che sta tagliando l'erba se posso accamparmi sotto agli alberi, mi suggerisce un altro posto perché lì abita un signore che non è tutto a posto. Almeno così dice lui.

Appena dopo casa sua c'è uno spiazzo ma è troppo in vista e non ha panchine o tavolini. Mi sono abituato bene quindi vado avanti alla ricerca di un posto con un tavolino. Poco dopo lo trovo. C'è un grande parcheggio proprio sulla ciclabile con due tavolini e il posto per la tenda.

Ecco dove mi fermerò per la notte. Mi telefona Mattia, un amico vvf volontario, chiacchieriamo un po'. Mi fa piacere scambiare quattro chiacchiere in italiano.

Mi cucino la cena, preparo la tenda e poi nanna stando molto attento a non prendere freddo alla schiena.

Prima di addormentarmi telefono a Fabiola, è sempre un immenso piacere stare al telefono con lei.