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A PIEDI VERSO L'OCeano

31 maggio 2022 Olargues (Occitania)

31.05.2022 Olargues (Occitania)

Stanotte ha piovuto, ma la mattina ha smesso e posso smontare tutto senza problemi. Continuo la discesa verso Bédarieux, il dolore al tibiale torna subito prepotente e non mi fa continuare. Penso che lo stesso dolore l'ho avuto andando a Caponord, quando le scarpe erano finite.

Peró quelle che sto usando hanno solo 400km, di solito mi durano 600 700km, c'è qualcosa che non va proprio. Mi fermo su una panchina, guardo la suola delle scarpe ed effettivamente sono finite. Oltretutto consumate in maniera strana rispetto le altre.

Provo a cambiarle e indosso un paio uguali ma nuove. 100m dopo il dolore alla tibia sparisce e sono di nuovo al 100%. Figata! Problema tibia risolto.

Sento al telefono Cristiano che lavora al negozio di scarpe. Mi conferma che questo modello è molto piú leggero dell'altro, ma si consuma piú velocemente.

Ok, devo comprare un altro paio di scarpe in qualche negozio. Con queste arriverò al confine tra Francia e Spagna, credo.

Arrivo a Bédarieux, dovrei passare sopra un ponte pedonale ma dall'altra parte c'è una grande scalinata, quindi devo cambiare strada. Vorrei fare un video con la gopro, ma quando la estraggo dalla tasca mi cade e rotola giú dal muraglione finendo per fortuna nell'erba. Cerco un modo per scendere, intanto, però, vedo un signore con un carretto che sta venendo nella mia direzione. Mi fermo e lo aspetto.

Si chiama Luc è francese e sta camminando anche lui. Fa la Francia da sud a nord, ha un carretto a due ruote con sopra lo zaino, molto comodo direi. Mi fa vedere tutti gli itinerari che ha fatto in Francia, cavoli, anche lui cammina parecchio. Ha percorso il cammino di Santiago del nord e gli chiedo se secondo lui posso farlo col mio carretto. A parte alcuni sentieri che posso raggirare, mi dice di andare tranquillo. Mi aiuta a recuperare la gopro, poi ci salutiamo e le nostre strade si dividono: lui continua verso nord e io verao ovest

Ho notato, per caso su Google maps, che c'è una pista ciclabile che segue il percorso di una vecchia ferrovia. Parte proprio dalla stazione di Bedariéux e arriva fino a Mazamet. Wow! Fantastico. Sembra troppo bello per essere vero.

Costeggio un po' la ferrovia ancora in funzione e arrivo alla stazione, c'è una pista ciclabile sterrata sul fianco della stazione, la seguo. Le rotaie continuano ma dopo un po' si fermano in uno stabile, presumo sia il garage dei treni.

Seguo le indicazioni e la pista si immette sul vecchio tracciato della ferrovia. Perfetta! Pianeggiante, in mezzo al bosco, lontano dalla strada, passa in mezzo ai paesini. Stupenda davvero e mi accompagnerà fino a Mezzemet. Inaspettata davvero.

Sono proprio contento di aver scelto questa valle per passare il Massiccio Centrale, trovare questa pista ciclabile è stata una manna dal cielo. Le ferrovie hanno un'inclinazione costante, non salgono e scendono come le strade e questo rende molto piú semplice la camminata. Il carreto su questo tipo di sterrato va tranquillo e io mi godo tutto quanto. Trovo tante persone su questa via, sopratutto ciclisti, mi salutano tutti ma nessuno si ferma per chiacchierare.

Qualcuno a piedi invece si. Di tanto in tanto sui muri di contenimento o sui pilastri dei ponti che passano sopra la pista, ci sono delle foto di com'era la ferrovia. Molto interessante. I muri e i ponti sono tutti fatti di sassi squadrati, segno che la ferrovia era molto vecchia. È stata sistemata molto bene, il fondo è omogeneo e tutte le ringhiere dei ponti sono state rifatte. Le stazioni dei paesini rinconvertite in ristoranti, musei o bed & breakfast.

Passo vari paesi, tutti molto piccoli, in quelli piú grandi trovo bar, pasticcerie e negozi di alimentari. Non avrò problemi a trovare cibo ed acqua nei prossimi giorni.

Passo il paese di Olargues, decido che è ora di fermarmi, cerco un posticino tranquillo e lo trovo proprio a fianco della pista ciclabile. Un tavolino e uno spiazzo sotto i castagni giusto giusto per la tenda.

Mi cucino la cena, mi rilasso, monto la tenda stando ben attento a togliere i ricci delle castagne per non rovinare il telo.

Passano poche persone a quest'ora, mi salutano e guardano incuriositi la tenda senza chiedermi nulla.

Il sole cala e io mi metto in tenda. La ninna nanna me la cantano gli uccellini, il torrente lì vicino e gli alberi mossi dal vento.