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A PIEDI VERSO L'OCeano

07 giugno 2022 Boulogne sur Gesse (Occitania)

07.06.2022 Boulogne sur Gesse (Occitania)

Stanchezza e nostalgia assieme sono una brutta accoppiata. Ieri sera non ero molto tranquillo. Però, merito della telefonata con Fabiola, sono andato a dormire un po' piú tranquillo.

Oggi mi sono svegliato bello carico.

Parto un po' prima del solito. Il campeggio che ho visto sulla strada per oggi, mi ha risposto via email che è chiuso, peccato. Però noto sulla mappa che c'è un altro campeggio, a Boluogne sur Gesse, ma dista 37 km da dove ho dormito stanotte. Sono un po' tanti. Vedró se farli o no. Al massimo ci passo davanti domattina e chiedo se posso farmi una doccia e lavare alcuni vestiti.

Via verso nuove avventure tra campi di grano, orzo, mais, e pascoli di vacche e cavalli.

La strada è abbastanza pianeggiante, qualche piccola salita e qualche piccola discesa. Qui è pieno di moscerini, ce ne sono tantissimi, a volte si raggruppano in sciami e rimangono lì a creare questa nuvola. La seccatura è finirci in mezzo mentre cammino. Non me ne accorgo e quando li sento in faccia, nelle orecchie, e in testa ormai è tardi. Ne ho mangiati non so quanti finora. Va bene, sempre proteine sono.

Oggi giornata nuvolosa ma non piove e non fa molto caldo. Giornata ideale per camminare e godermi lo spettacolo delle nuvole.

Il sistema di mettere lo scotch argentato sulla suola delle scarpe, per farle consumare meno, sembra funzionare. E questo mi da la speranza che le scarpe durino un po' di piú.

Pausa pranzo in un bosco, relax, penichella e poi via. Mancano 14 km al campeggio. Cavoli, ho camminato parecchio stamattina.

La vescica sul tallone a volte si fa sentire.

Poco prima del campeggio affronto una discesa piú ripida del solito e subito dopo una salita distruttiva. Arrivato in cima mi accorgo che il freno è rimasto leggermente tirato dopo la discesa, quindi la salita è stata molto piú dura anche per questo. La stanchezza fa perdere di vista alcune cose. Va bene dai, sono arrivato.

C'è un lago vicino al campeggio, un lago artificiale usato per l'irrigazione dei campi. Ce ne sono parecchi in questa zona.

Monto la tenda, do un'occhiata alle vesciche. Quella sul dito ormai è a posto, ma quella sul tallone si è ingrandita ed arrossata molto. Ora, qui ci sono un'infinità di idee su come trattare le vesciche, chi le fora, chi no, chi mette il cerotto eccetera.

Era da anni che non facevo una vescica così, quindi prova a bucarla con un ago ed esce tanto liquido, caldo e appiccicoso. Cerco di far uscire piú liquido possibile e vado a farmi la doccia. Lavo alcuni vestiti che so già non si asciugheranno visto il tempo, ma almeno provo.

Finita la doccia la vescica si è riempita ancora di liquido e non riesco a mettere su le scarpe. Non importa, vado in infradito fino al ristorante del paese per mangiare qualcosa. Non mi piace camminare con le ciabatte, ma sento che i piedi ringraziano per un po' d'aria. Molti diranno che cosí le vesciche si sporcano con la polvere ecc.

Non ci penso e mi godo la cena.

Tornato in campeggio, prima di andare a dormire, prendo ago e filo, foro la vescica e lascio dentro due pezzi di filo per drenare tutto il liquido durante la notte. Di solito funziona, vediamo domattina come sarà. Ops, forse era meglio disinfettare l'ago e il filo prima di fare l'operazione.