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A PIEDI VERSO L'OCeano

15 giugno 2022 Candanchù (Aragon) SPAGNA

15.06.2022 Candanchù (Aragon) SPAGNA

Nottata tranquilla, colazione e poi riparto. La strada è stretta ma con le giuste accortezze riesco a camminare senza grossi rischi. Viaggio sul lato destro della strada, sul sinistro c'è un muro e non mi va di esserci schiacciato contro. Tengo sempre alta l'attenzione, se sento un camion che arriva alle mie spalle, guardo se ho posto dove fermarmi, se lui rallenta e se sopraggiungo veicoli dall'altra parte.

La tecnica funziona.

Una piccola biscia, credo un saettone, vuole attraversare la strada, ma è un suicidio bello e buono. Prendo lo sgabello e con i piedi la sposto nell'erba. Sembra capisca e si dirige verso il prato.

Mi capita spesso di salvare qualche animaletto che vuole attraversare la strada: lumache, grilli, bruchi…ma un serpente è la prima volta.

Arrivo al forte di Portalet, c'è un cantiere sulla strada. Me ne aveva parlato la ragazza dell'ufficio turistico ieri.

Sconsigliava vivamente di fare questo pezzo di strada e di prendere l'autobus. Io però sono cocciuto e gli orari dell'autobus non mi vanno bene e quindi via sulla strada. c'è un semaforo che regola il traffico. Il cantiere ha dei new jersey di cemento che restringono la carreggiata ad una sola corsia. Impossibile incrociarmi con un camion. Devo capire come fare. Do un'occhiata, faccio una corsa e mi fermo appena dopo i furgoni degli operai. Un operaio in macchina si ferma e mi dice di stare attento, gli spiego la mia idea di aspettare l'ultima macchina che va nel mio senso e correre come se avessi il pepe al culo per passare il pezzo di cantiere. Tra gesti e parole gli ho proprio detto così.

Mi posiziono come Bolt ai blocchi di partenza, passa l'ultima macchina, guardo, non ce ne sono altre quindi via. Corro come non ci fosse un domani spingendo il carretto, gli operai del cantiere mi guardano e sorridono, mi salutano tutti, io ricambio il saluto e il sorriso. Riesco anche ad alzare la mano per salutarli. Nuova disciplina olimpica, corsa col carretto. Per fortuna il cantiere è corto, circa 200 metri in piano. Appena finita la strettoia mi fermo dietro ai furgoni del cantiere per prendere fiato. Intanto nell'altro verso iniziano a sopraggiungere camion e auto. Salvo!

Ritrovo Francesco e Chiara. Viaggiando a piedi è cosï, ci si trova, si fa un pezzo a piedi, poi ognuno ha il suo passo e nel nostro caso, strade diverse. Loro seguono il Cammino anche lungo i sentieri, io rimango sulla strada.

Pausa caffè e timbro sulla credencial.

Poi via, la strada inizia a salire, dopo una curva mi si parano davanti in lontananza le montagne vere. Quelle fatte di roccia viva, grigia, imponenti stagliate sul cielo azzurro. Anche oggi il tempo è dalla mia parte, mi sta regalando viste stupende su questa valle.

Trovo un altro cantiere, non vedo la fine, ma la modalità è la stessa di prima. Corsia stretta tra muro di roccia e New Jersey. Anche stavolta dovrò correre, ma non so quanto lungo è questo tratto. Credo che mi giocherò un jolly, sperando che me ne siano avanzati.

Mi dispiacerebbe si creasse un murales con la mia immagine spiaccicata da un camion sulla roccia. Ultimo camion, via mi ci metto dietro e corro, adrenalina a mille, il camion è piú veloce di me e se ne va. La strada è in salita, fatico parecchio ma riesco anche a fare un video con la gopro. Anche qui gli operai mi guardano e mi salutano. Giro la curva e vedo uno spiazzo di salvataggio, mi ci infilo e subito arriva un camion nel verso opposto. Ok, il jolly ha funzionato. Salvo anche stavolta. Cantiere finito. Scambio due chiacchiere con gli operai. Il passo dista ancora 10km, ma tra poco la strada nazionale entra in galleria e io prendo la vecchia strada del passo.

È lunga prima di arrivarci. Al bivio mi fermo, e mi dedico alla lettura mentre mi riposo un po'. È l'una passata, appena trovo un posto buono mi fermo per pranzo. Si ferma un ciclista, chiacchieriamo un po' in francese. Quando mi dice che è olandese cambiamo e via di inglese che mi riesce piú facile.

Riparto lungo la vecchia strada del Samport, con molta calma, tanto mancano 8 km al passo, sul lato roccioso scendono tantissimi rivoli d'acqua. Acqua fresca buonissima. Mi rinfrescano la salita.

La gola si fa stretta, sotto la strada sento il suono dell'Aspe, pochissime macchine, e qualche ciclista. Continuo la salita, è dura ma vado avanti bene. Cerco tutta l'ombra possibile, sotto al sole sudo tantissimo.

Il pic d'Aspe è sempre di piú vicino. Passo tra boschi di faggio e abeti, le rocce grigie e nere. Mi fermo per prepararmi una bella pastasciutta, adesso ho fame.

Mangio e mi rilasso sul greto di un piccolo rio che scende dalla montagna. Stupendo. Penichella e via sotto al sole cocente.

Sono le 16.30 ma scalda ancora tantissimo. Mancano 5km. Il bosco si dirada e mi si presenta davanti uno spettacolo magnifico. Le vette che vedevo stamattina in lontananza, sono li davanti a me in tutto il loro splendore. Grigie e rosse, un rosso ocra vivo. Tantissimi prati verde acceso, un po' di neve e questo bellissimo mix contornato dall'azzurro del cielo. Che meraviglia.

Si sentono solo i campanacci delle vacche al pascolo, le foglie e i rami mossi dal vento, il canto del torrente e degli uccellini tutt'attorno. Sono solo io e la natura.

Sono sempre piú stanco, la salita è davvero difficile. Quella di stamattina sulla nazional era una passeggiata in confronto, mi fermo spesso.

Manca poco, sputo sangue, rallento e continuo. Ho sulle gambe parecchie centinaia di chilometri e li sto sentendo.

Ma non mollo, voglio arrivare al passo oggi. Il passo della Maddalena comunque è stato piú impegnativo.

Manca sempre meno, vedo le montagne che fanno da colonne al passo. Ormai non ho piú forze. Sono stanchissimo, ma non mollo. Ancora 1km poi 500m e…..passo! Spagna!!!!!!

Passato un altro confine! Sono davvero felice. Stanchissimo, gli ultimi km sono stati davvero duri. Ma l'emozione di arrivare e passare il confine mi ha ripagato alla grande di tutte le fatiche.

Entro al bar, voglio parlare spagnolo. Prima mi bevo una bibita fresca e poi una bella cerveza (birra) per festeggiare l'arrivo in Spagna!!!

Approfitto per caricare il telefono e mangiare qualcosa mentre aspetto che cali il sole. Mi hanno spiegato che è meglio se pianto la tenda dopo il tramonto.

Attorno alle 20 inizio la discesa, scambio due chiacchiere con un tipo seduto fuori del bar, incuriosito dal mio carretto. Scendo ed entro nel paese di Candachú, pochissime persone sebbene sia un posto turistico, ma forse solo d'inverno viste le piste da sci.

Trovo un parco con dei tavolini, va bene qui. Chiedo ad un signore che abita nel condominio se è un problema. Per lui no, ma la polizia potrebbe dirmi qualcosa, ma mi dice di rimanere. Aspetto un po', non mi va di rischiare la prima notte quindi continuo.

Dopo circa 1km vedo una strada sterrata che sale verso la montagna, lascio il carretto a bordo strada e vado in perlustrazione. Ottimo posto, aspetta che salgo ancora un po' e trovo un prato parecchio grande ai piedi di un ghiaione sotto la montagna. Non c'è pericolo che frani e mi venga addosso. Dall'altra parte ho una stupenda veduta su alcune montagne. Magnifiche! Roccia e alberi, le cime sono ancora illuminate dagli ultimi raggi di sole. Il suono del torrente Aragon in fondo alla valle. Assolutamente il posto è perfetto. Scendo a prendere il carretto, con un po' di fatica, lo tiro su lungo la strada sterrata fino al prato.

Mi siedo e mi godo tutta questa meraviglia. C'è una leggera brezza che rinfresca l'aria ma sto veramente bene.

Che spettacolo queste montagne, mi viene voglia di salire in cima. Ma stasera meglio di no, me le godo da qua.