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A PIEDI VERSO L'OCeano

16 giugno 2022 Jaca (Aragon)

16.06.2022 Jaca (Aragon)

La mattina il sole fa capolino dietro le montagne alle 8 passate. Prima di partire guardo ancora un po' il panorama.

Seguo la strada principale, la N 330. Il Cammino segue sentieri che io non riesco a percorrere col carretto. Pazienza, la strada è tranquilla.

Arrivo a Canfranc - Estacion, da qui partivano i treni merci per la Francia, c'era un tunnel, ora utilizzato come tunnel di emergenza per il tunnel stradale parallelo, che attraversava il passo du Samport. Ci sono molte foto lungo il paese a testimonianza di questo. Lo stabile della stazione è stato ristrutturato e diventerà un grande hotel di lusso. La parte esterna è rimasta tale e quale. Mi fermo a far colazione e noto subito due pellegrini.

Sono facilmente riconoscibili dalla conchiglia attaccata allo zaino e la tenuta da escursione. Scambio due parole con uno di loro.

Riprendo la strada che si ricongiunge alla strada principale che esce dal tunnel.

Ora ci sono parecchie auto e parecchi camion, però la carreggiata è grande e io ci sto tranquillo nel mio piccolo spazio.

Tutto procede bene, dopo il paese di Villanùa riesco a seguire il cammino perché sono strade sterrate e ci posso andare col carretto. 300 metri prima di svoltare per entrare a Villanùa, si ferma la guardia civil. Tolgo gli occhiali da sole e sfoggio i miei occhioni da gatto con gli stivali. Il poliziotto mi dice con aria severe che c'è il cammino e che qui è pericoloso stare. Chiedo scusa e gli spiego che sui sentieri non riesco ad andare, ma dopo il paese seguirò il cammino. Dopodiché, con tono piú pacato, mi saluta e mi augura una buona giornata.

Arrivo al paese, e poi prendo la strada sterrata del cammino. In certi punti è difficoltosa per me col carretto, ci sono sassi parecchio grossi e salite ripide. Ma con calma e un po' di sudore riesco a superarle.

Ad un tratto mi accorgo che la maglietta che avevo appeso ad asciugare sul carretto, non c'è piú. Cavoli, l'ultima volta che mi sono fermato c'era. Quindi devo tornare indietro. Beh dai, al massimo sono 3 km. Lascio il carretto a bordo strada, conto sempre sulla bontà delle persone e spero di ritrovarlo dopo.

Corricchio un po' cosí mi tengo in forma e mi alleno, sto facendo una vita troppo sedentaria ultimamente. Scendo e salgo seguendo a ritroso il percorso fatto.

Dopo circa 2km la vedo, lí a terra disperata. La recupero e ritorno al punto dove ho lasciato il carretto, con calma.

Aggiungo 4 km al conteggio finale della strada percorsa oggi. Cose che capitano.

Passo per Castiello de Jaca, un bel paese ristrutturato da poco, lo stile medievale i mattoni color marroncino credo di tufo. Poi qualcuno ha avuto la brillante idea di fare la pavimentazione nera, sembra un qualche tipo di plastica o il materiale delle piste da corsa negli stadi.

Beh, col sole cocente e con quella pavimentazione sembrava di essere in un forno. Caldo sopra e caldo sotto. Mah, forse ci sarà anche un motivo per il quale hanno fatto questa scelta.

Arrivo ad Jaca, seguo le frecce per arrivare all'albergue del pelegrino, giro l'angolo e trovo la cittadella. Cavoli, qui ci sono già stato nel 2012, 10 anni sono passati. Ero a zonzo per la Spagna in autostop, non avevo tenda o chissà che. Solo sacco a pelo, stuoia e 2 cambi. Il cellulare allora non aveva gps o altre cose come adesso. Giravo con una mappa cartacea. In aereo da Treviso a Saragoza, avevo fatto amicizia con un tipo che poi mi diede un passaggio fino a qua. Ormai era notte e mi misi a dormire tra le mura della cittadella, per terra sul prato. Il giorno successivo tra vari autostop arrivai a Roncesvalle e lì ci fu il mio primo incontro col Cammino di Santiago. Che storie, non mi ricordavo fosse Jaca dove avevo dormito allora, ma mi ricordo molto bene la cittadella.

Trovo l'albergue, doccia, lavaggio vestiti, scambio alcune chiacchiere con gli unici altri 2 due pellegrini dell'albergue. Li avevo visti stamattina a Canfranc Etacion.

Poi esco, compro una guida del cammino, cosí ho un'idea delle strade, e visito la città. Molto bella, con varie chiese.

Faccio il giro della cittadella, in quello che era il fossato, ci sono dei cervi.

Mangio qualcosa al bar, sono le 20.30 e alle 22 l'albergue chiude. Il barista mi guarda perplesso,qui la gente cena alle 22 di solito.

Ritorno in albergue, mi preparo il letto e mi concedo una bella dormita. O meglio mi vorrei concedere una bella dormita ma fuori la gente è ancora in giro, i bambini giocano in modo molto vivace a voce alta.

Quando smettono i bambini parte il concerto de "los Roncadores" (i russatori). Purtroppo dormendo negli albergue, capita di trovare gente che russa. Cavoli qui siamo in tre ed entrambi i miei compagni di stanza russano. Dopo due mesi di uccellini, raganelle, grilli, vento e ruscelli, dormire con questo rumore è davvero dura. Ma ci provo lo stesso.