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A PIEDI VERSO L'OCeano

17 giugno 2022 Martés (Aragon)

17.06.2022 Martés (Aragon)

Che nottata. Hanno russato tutta la notte e ho dormito poco. Ma pazienza, fa parte del cammino anche questo.

Alle 6 hanno iniziato a prepararsi,con tanto di accensione luce, avanti e indietro tra camerata e bagno. Ormai sono sveglio anch'io, ma non ho fretta.

Mi faccio una doccia, sistemo le mie cose ed esco per la cittadina deserta. Sono le 8 e c'è pochissima gente in giro. Direi turisti. Tutti i locali e i negozi sono chiusi, in Spagna gli orari sono spostati in avanti. Trovo un bar aperto e faccio colazione. Sto aspettando che apra il supermercato per fare un po' di spesa e un negozio di telefonia per fare una scheda SIM spagnola del telefono.

Alle 9.30 apre il primo supermercato, faccio spesa, poi anche un negozio di telefonia ma fino alle 12.30 non fanno schede. Aspetto le 10 e provo in un altro negozio. Vuole il passaporto per potermi fare la scheda. Non viaggio col passaporto se rimango in Europa.

Lei gentilissima prova tutti i modi per farmi la scheda usando la carta d'identità. Dopo circa 20 minuti riesce ed ho la scheda.

Esco da Jaca alle 11.30 nel pieno del sole. Piccola sosta al ferramenta per prendere rondelle e dadi per sistemare il manubrio del carretto e poi via seguendo il cammino. Fa caldo, c'è poco da dire.

Seguo il sentiero con qualche difficoltà, ad un certo punto non valuto bene una radice e una discesa e il carretto si ribalta. Nulla di rotto per fortuna. Ne approfitto per fermarmi a mangiare in riva ad un piccolo rio.

Continuo sulla strada asfaltata, è molto più comodo per me, in piú sono pochi i mezzi che passano.

Un camionista che fa spola avanti e indietro con del materiale, ad ogni passaggio mi saluta e io ricambio volentieri. Ormai ci conosciamo.

Mi fermo in un bar e un signore mi chiede come faccio a camminare con questo caldo. A dirla tutta oggi non lo sento. Mi rendo conto che fa caldo ma non mi da problemi, forse perché è bello secco. Entro al bar e bevo una bibita. Quando esco, a causa dell'aria condizionata all'interno, sento la botta di caldo che mi taglia le gambe. Cazzarola, fa effettivamente caldo.

In pochi minuti mi riprendo e riparto. Ho appena scoperto che qui ci sono avvoltoi. Ne ho trovato uno morto per strada, ho fatto una foto e al bar di Santa Cilia ho chiesto informazioni.

Caspita se sono grandi.

Mi piace camminare sulla strada, in certi casi molto di piú che sui sentieri, il fatto che attorno non ci sono alberi, mi permette di ammirare tutto ció che c'è attorno, mi permette di fotografare e riprendere il paesaggio.

Respiro a pieni polmoni, l'aria calda mi entra dentro. È una sensazione stupenda.

Arrivo a Puente la Reina de Jaca, compro qualcosa da mangiare per la sera e mi rilasso per parecchio tempo.

Da qui il cammino sale ad Arres per poi riscendere. La tappa segnata sulla guida prevede di fermarsi in questo paese, perché poi non c'è nulla per altri 18 km.

Ma io sono autonomo e posso dormire ovunque, ho ancora voglia di camminare quindi avanti. Sono le ore 19, il sole sta andando ad abbracciare le montagne, scalda poco ma bene. Mi piace camminare a queste ore.

Le rocce attorno sono grigie e corrose dall'acqua, sono curioso, vado a vederle da vicino. Si sbriciolano facilmente e vedo che al loro interno, a strati, ci sono pietre diverse. Credo sia roccia arenaria che nei vari millenni ha inglobato altre pietre. Interessante.

Trovo un ciclista, si ferma e chiacchieriamo, fará la via della Plata in bicicletta a luglio, forse ci troveremo a Santiago. Mi consiglia un posto dove piantare la tenda vicino ad un rio. Ottimo direi.

Continuo, arrivo al posto che mi ha indicato, ma c'è un pastore maremmano che mi viene incontro abbaiando. In certi casi, visti i precedenti, i cani liberi che mi vengono incontro, mi fanno un certo pensiero. Questo si limita ad abbaiare, mi segue per un po' e poi torna indietro.

Cavoli, proprio nel posto dove volevo piantare la tenda. Sento dei campanacci, c'è un gregge di pecore e sicuramente è il cane del pastore. Peccato, era davvero un bel posto.

Ormai sono le 21 passate, tra circa mezz'ora il sole tramonterá, ma avrò ancora luce per un po'. Trovo una strada che scende verso un campo di grano, è appartata e poco visibile. Direi che va benissimo.

È pieno di mosche e moscerini. Le mosche qui mordono in modo fastidioso.

Mi cucino la cena, poi monto la tenda ma solo la casetta senza il telo antipioggia. La casetta è la parte interna con la zanzariera, così rimango protetto dalle mosche e tutti gli altri fastidiosi insetti. In piú posso godermi la luna e tutte le stelle.

Bellissimo.