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A PIEDI VERSO L'OCeano

18 giugno 2022 Ruesta (Aragon)

18.06.2022 Ruesta (Aragon)

Apro gli occhi ai primi raggi di sole, e senza uscire dalla tenda mi godo l'alba.

Ieri sera durante la cena ho finito quasi tutta l'acqua, me ne resta mezzo litro e deve bastarmi per 10km fino al prossimo paese. Sará dura. Quindi decido di partire presto in modo da non avere troppo sole.

All'alba il sole mi da il bacio del buongiorno, faccio colazione, smonto tutto velocemente e parto. Sono preoccupato, mezzo litro è davvero poco, anche perché i 10km sono tutti sotto al sole. Vediamo che faró. Ad un certo punto sulla strada, trovo una bottiglia d'acqua da 1.5 litri piena.

Me li immagino i miei angeli custodi che si guardano stamattina appena svegli e dicono: "oggi ci fará lavorare parecchio per quella storia dell'acqua, non poteva pensarci prima?". Un altro salta fuori e dice: " oggi tocca e te proteggerlo, è sul cammino basta uno di noi" "eh no - risponde un altro - con Andrea non basta mai solo uno". Salta fuori un altro (ne ho parecchi di angeli custodi e hanno il loro bel da fare) : ho la soluzione: " lanciamogli una bottiglia d'acqua così è a posto". Ed eccomi qui con una bottiglia nuova bella fresca ancora sigillata. La prendo su così sto piú tranquillo. Infatti mi è servita.

Grazie angioletti, e grazie a chi l'ha persa per strada.

Alcune salite e discese su questa strada sterrata mi hanno sfiancato.

Tutt'attorno vedo quella roccia particolare che ho visto anche ieri sera. Quando la colpisco con forza si sgretola un po' e si vede che è corrosa dalle piogge.

Dopo un po' trovo una fonte d'acqua, c'è scritto acqua non trattata, ma non mi faccio grossi problemi e riempio le bottiglie.

Ritorno sulla strada, sull'asfalto va decisamente meglio. In piú la strada viaggia alta cosí posso godermi il panorama sulla valle dell'Aragon e sul lago artificiale Yesa. Bellissima vallata. Anche oggi trovo una mietitrice intenta nel suo lavoro, che buono questo profumo di orzo o grano appena tagliato, col caldo diventa ancora piú profumato.

Ad un certo punto, in un pezzo di prato a fianco della strada, è pieno di farfalle, ce ne sono di tutti i tipi. Ma un tipo in particolare attira la mia attenzione, ha un lato delle ali azzurro, verde e giallo e l'altro lato arancione verde e giallo, ma sembrano colorate con i colori a matita, senza disegni solo macchie sfumate.

Davvero bellissime. Non riesco a fotografarne una. Quando sono posate su un fiore si riescono a vedere e fotografare abbastanza bene e si vede il lato azzurro. Ma è quando volano che si vede quanto belle sono con quella sfumatura arancione. Mi fermo parecchio a guardarle. Mi svolazzano attorno, che sensazione meravigliosa.

Fa davvero tanto caldo oggi. Sto sudando tantissimo.

Arrivo a Ruesta, decido di mangiare qualcosa ma la cucina apre tra piú di un'ora. Intanto scambio qualche parola con l'ospitalera e due tipi del posto. Mi raccontano un po' la storia di questo paesino disabitato dal 1959, quando costruirono la diga e allagarono gran parte dei campi, costringendo la gente del posto ad andarsene, non avendo piú il mezzo di sussistenza. Ora tramite fondi e associazioni stanno pian piano ristrutturando il paese. Per ora c'è solo il bar e l'albergue dei pellegrini gestito da un'associazione di lavoratori. Luna, l'ospitalera, mi racconta che vogliono alzare la diga per aumentare il bacino d'acqua, ma cosí facendo distruggeranno altri campi e altri paesi. Contro a questa idea si è creato un movimento Yesa NO, appunto contro la diga.

Ci sono anche Chiara e Francesco i due pellegrini italiani che ho incontrato in Francia mentre salivo il passo du Samport.

Ci sediamo assieme e chiacchieriamo parecchio su varie cose, viaggi, cammino, scoutismo, sono entrambi scout.

Decido di fermarmi qui per questa notte, non ho voglia di fare altri km oggi.

Scopro poi che qui c'è una festa stasera. Speriamo di riuscire a dormire.

Fa caldo anche la sera, dovró farmi un'altra doccia perché sto sudando a star fermo.

Ora di cena, la festa sembra tranquilla, suona un gruppetto composto da un flauto dolce, un flauto traverso in legno, un'arpa e un violino. Decisamente la musica giusta per il luogo e il momento.

Ceno con Francesco, Chiara e Cuecue, una signora francese che sta facendo il cammino da Arles.

Dopo cena andiamo tutti a nanna che domani mattina ci si sveglia presto. Voglio provare a camminare al mattino presto per vedere come va col caldo.