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A PIEDI VERSO L'OCeano

22.06.2022 quasi a Villamajor del Monjardin (Navarra)

22.06.2022 quasi a Villamajor del Monjardin (Navarra)

Spedisco a casa un bel po' di cose che non uso piú in modo da alleggerire il carretto. Cambio scarpe.

Oggi è dura proprio le gambe sono davvero pesanti. Non capisco come mai!

Forse sto troppo fermo sul divano a riposare e non sono piú abituate a camminare. 🙂

Scherzi a parte, seguire il cammino dopo Puente la Reina è stato bello ma veramente faticoso. Ho incontrato alcune salite sulla strada sterrata che mi hanno spezzato le gambe.

Ho notato che con questo modello di scarpe l'asfalto mi fa male, forse sono leggermente piú dure e ammortizzano meno delle altre. Beh, poco grave, da adesso in poi avrò tanta strada sterrata.

Vedo un gruppetto di persone e un signore con un carretto simile al mio, è una famiglia californiana, mamma, papá e tre figli. I due piú grandi camminano tranquilli, il piú piccolo è nel carretto. Mi fermano e facciamo una foto assieme.

Stamattina mi sono accorto di avere un altro paio di calzini bucati. Devo trovarne di nuovi, per fortuna dopo Estrella c'è un negozio di sport, e ne compro tre paia.

Arrivo a Estrella alla sera attorno alle 18, non voglio fermarmi in albergue quindi andrò un po' piú avanti, ma prima faccio un giretto per il paese.

Piccola pausa per mangiare qualcosa e comprare cibo e via verso Irache.

Qui c'è un vecchio monastero, nei tempi antichi i frati offrivano del vino ai pellegrini che passavano di là. Per mantenere viva la tradizione, c'è una fontana dove sgorga del vino direttamente dalla cantina che lo produce. La volta precedente che sono passato di qua durante il mio primo cammino, erano le 7 di mattina e non mi andava di assaggiarlo, ma oggi è l'orario giusto. Ne escono poche gocce, penso sia per evitare abusi, ma per me bastano.

Poco dopo un tipo molto particolare mi ferma, dice di essere un pellegrino anche lui e che fa dei timbri sulla credencial, come si usava una volta, con la cera. È un tipo molto folkloristico, gli do la mia credencial per un timbro.

Riprendo il viaggio, camminare la sera è stupendo, tutto è molto più tranquillo, ci sono poche persone in giro, solo gente del luogo, i pellegrini sono già tutti negli albergue o a cena, io mi godo questa pace col sole dritto davanti a me ad indicarmi la via. Solitamente, chi intraprende il Cammino di Santiago, parte prestissimo la mattina, nel primo pomeriggio ha già percorso i km che voleva percorrere e concluso la sua tappa. Infatti chiedendo ai vari pellegrini che sto incontrando, tutti hanno visto molte volte l'alba, che peró avviene alle proprie spalle, ma quasi nessuno ha potuto godersi la camminata al tramonto.

Arrivo in cima ad un colle appena dopo di Azqueta, c'è un prato con un tavolo, e un'antica fonte, la fonte del Moro. Una struttura in pietra con degli scalini per scendere a prendere l'acqua di una risorgiva. Posto davvero particolare e perfetto per me.

Mangio godendomi il panorama. Il sole sta tramontando ma è dietro la montagna e non lo vedo, ma vedo come colora le nuvole e montagne dall'altra parte. Vedo i campi di grano illuminati dagli ultimi raggi,le nuvole che si tingono di rosa e respiro tutta la tranquillità del momento.