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A PIEDI VERSO L'OCeano

24.06.2022 tra Najera e Azofra (la Rioja)

24.06.2022 tra Najera e Azofra (la Rioja)

Stamattina la sveglia non è stata delle migliori, alcuni pellegrini compagni di stanza hanno iniziato a preparare lo zaino alle 5 facendo davvero troppo rumore.

Queste sono le cose che non mi piacciono proprio.

Ti svegli, prendi le tue cose ed esci dalla stanza, prepari fuori lo zaino e tutto il resto, cosí gli altri possono continuare a dormire tranquilli. Pazienza.

Non riesco piú a dormire, quindi tanto vale partire, colazione al bar, e poi con calma arrivo a Logroño. Sono nella regione della Rioja, famosa per i vini. Nella piazza trovo una panchina e mi sistemo un po' i raggi delle ruote del carretto. Necessitano di una regolata.

Arrivo all'ora del risveglio della cittá. Sono le 10 e iniziano ad aprirsi i bar, la quantitá di gente aumenta pian piano. Approfitto per la seconda colazione.

Uscito da Logroño, il cammino passa per un grande parco, Reincontro Francesca e Roberto, camminiamo e chiacchieriamo un po' assieme. Ad un tratto vedo un signore che sta dando da mangiare a degli scoiattoli. Vanno a mangiare direttamente dalla sua mano. Mi fermo incuriosito. Il signore mi fa cenno di avvicinarmi e mi spiega come fare per far si che si fidino di me, mi da un po' di noci e lo scoiattolo viene a mangiare anche dalla mia mano. Appoggia le sue zampine sul mio palmo e mangia le noci. Bellissimo.

Non incontro altri pellegrini, fa parecchio caldo e a quest'ora tutti saranno arrivati alla fine della propria tappa odirerna. Io non avendo prefissato nulla, ed essendo autonomo, continuo a camminare.

Il paesaggio è pieno di vigneti. Oggi giornata un po' fiacca, a volte mi succede. Forse complice il fatto di aver dormito male.

In centro a Navarrete scambio alcune parole con un motociclista irlandese.

Ad un certo punto arrivo ad un sentiero in salita pieno di sassi parecchio grandi. Davvero dura la salita. Ma riesco a farla. Il carretto è provato dall'ultima salita coi sassi, ha una ruota deformata e i raggi da sistemare ancora quindi mi metto sulla strada nazionale per gli ultimi km prima di Najera.

Arrivando da un percorso diverso dal Cammino, noto un certo degrado in questa cittadina, in periferia ci sono parecchi capannoni vuoti, fatiscenti e malridotti.

Trovo un ristorante e ne approfitto per mangiarmi qualcosa. Sono le 18 e qui non sono abituati a cenare a queste ore, così mangio qualche tramezzino e alcune cose pronte.

Il cameriere/barista all'inizio è un po' scontroso. Io però continuo a sorridere e scusarmi ogni volta che chiedo qualcosa. Alla fine si ammorbidisce e diventa piú sorridente.

Dopo una bella mangiata e un bel relax, riparto per entrare a Najera. Ci sono parecchi ragazzi in giro, tutti con indosso una maglietta bianca. Alcuni col viso pitturato, un po' trasandati, alcuni barcollanti evidentemente a causa dell'alcool.

Mi fermo in un supermercato e faccio un po' di spesa, arrivo nel centro cittá e la quantitá di ragazzi aumenta, e molti sono in evidente stato di ebrezza. Sono stato giovane anch'io, quindi al riguardo meglio non commentare. Arrivo al parco e chiedo ad alcune ragazze che festa sia. È la festa di San Juan! Rispondono decise. Qui in Spagna ogni festa è davvero un delirio. Tutte quelle che ho visto durano tutta la notte con balli, canti e musica di bande.

C'è parecchio sporco in giro, immondizia di tutti i tipi portata qua e lá dal vento, chissá dove finirá. Ecco, questa è una cosa che non mi piace della Spagna.

Non è il tipo di festa che mi piace, fermarmi qui e piantar la tenda assolutamente no, dormire in albergue tantomeno perché non dormirò quindi cerco di uscire alla svelta dalla cittadina.

Seguo le frecce ma trovo un muro di gente, di qua non passo di certo. Due ragazzi si offrono di aprirmi un varco tra la folla, ma preferisco cambiare strada.

Guardo un po' come si svolge la festa, un signore mi augura buen camino e mi consiglia la strada da fare per uscire dalla cittadina sano e salvo. Poco piú avanti chiedo ad un altro signore dove posso piantar la tenda senza problemi. Mi consiglia di uscire dalla cittadina di qualche km e poi piantarla senza pensieri, ci sono molti posti tra i vigneti.

Trovo il posto giusto, chiedo ad un contadino se posso piantarla lì, lui mi da l'ok e mi preparo per la notte. In cielo solo qualche nuvola, monto solo la casetta della tenda, cosí posso godermi il cielo con un bel tramonto e dopo tante stelle.