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A PIEDI VERSO L'OCeano

25.06.2022 Poco dopo Castildelgado (Castilla e Leon)

25.06.2022 Poco dopo Castildelgado (Castilla e Leon)

Rumore di trattore, guardo fuori dalla tenda, sta facendo i trattamenti nel vigneto a fianco a dove sono io. Cavoli no, non voglio che mi tratti la tenda con quelle schifezze. Smonto tutto in tempo record.

Non ricordo di aver mai fatto cosí in fretta. Mi metto sulla strada e parto, al trattore mancano 5 file di vigne prima di arrivare dov'ero io. Salvo. Ma vedo che anche lui esce sulla strada e va via. Forse va a rifornirsi di diserbante. Beh, ormai sono partito quindi via verso Azofra.

Al primo bar faccio colazione. Ci sono molti pellegrini, tutti partiti da Najera. Chiedo se hanno dormito bene per via della festa. Negli albergue in periferia si, in quelli in centro dicono sia stata una notte insonne. Molti sono incuriositi dal mio carretto e mi scattano delle foto.

Dopo una lunga colazione riparto, incontro molte persone sul Cammino e finalmente chiacchiero un po' con qualcuno mentre cammino.

Incontro Marianna, viene dalla Bosnia ma vive in Svezia, Karen di Toronto, un'altra di Taiwan, Mirien di Victoria dei Paesi Baschi, Juan di Alicante, una coppia di Genova di cui non ricordo i nomi…

Le prime domande sono sempre le stesse, da dove sei partito, quanti km fai ecc, poi dopo un po' si inizia a raccontarsi e i discorsi diventano più ampi. Passo dal parlare spagnolo, inglese, francese e italiano. Fare il cambio lingua comincia a diventare semplice.

In cima ad un colle trovo un posto dove riposarmi e incontro Giacomo. Viaggia col suo cane e mi racconta dei viaggi che ha fatto a piedi, è partito da Bologna prima della pandemia ed è arrivato a Finisterre, poi Portogallo, sempre a piedi col suo cane Little John dormendo in tenda. Ora sta facendo il Cammino con i suoi genitori. Simpaticissimo davvero.

Ieri ero un po' avvilito e stanco. Oggi con questi incontri il morale è tornato alto. Tutto ha un altro sapore. Il paesaggio, molto simile a quello di ieri ma oggi lo vedo con occhi diversi A volte le cose dipende da con che occhi le guardi.

Una delle particolarità del Cammino è che si incontrano persone, si scambiano alcune parole e poi ognuno ha il suo passo, ci si distanzia e ci si perde di vista.

Poi però ci si ritrova nei paesi, negli albergue oppure non ci si ritrova mai. Io avendo orari diversi, la libertà di non dover seguire tappe o cercare albergue, è difficile che riesca a reincontrare le stesse persone. Ma a volte succede.

Altra salita, altra collina, arrivo in cima e il panorama merita una lunga pausa. Mangio lì seduto sul mio sgabellino ammirando la vallata di Santo Domingo de la Calzada.

Arrivato al paese, nella chiesa, si sta svolgendo un matrimonio, è alla fine e tra poco escono gli sposi. Sono curioso di vedere come vengono festeggiati. Poco dopo escono, alcune persone con gli strumenti suonano un brano, alla fine del brano c'è un'esplosione di colori. Usano i tubi che esplodono stelle filanti, poi parte una raffica di petardi che rimbombano tra gli edifici.

Trovo una pizzeria, si chiama La Strada, direi che per oggi va benissimo. Mangio con calma e mi riposo per qualche ora. Intanto il tempo alterna pioggia e sole. Riparto, il Cammino a queste ore del pomeriggio è tutto per me e oggi mi fa molto piacere questa solitudine.

Arrivo a Grañon,un piccolo paese sperso tra i campi, ritrovo Giacomo con Little John, lui dorme in tenda e i suoi genitori in albergue. Chiacchieriamo parecchio, condividendo consigli ed esperienze. Troppo simpatico!

Continuo sulla via principale di Grañon, esco dal paese e mi trovo davanti un panorama che mi lascia senza fiato. I campi di grano dorati sembrano dune di sabbia, il sole esce un attimo dalle nuvole per illuminarli e accende ancora di piú quel colore indescrivibile. Nuvoloni neri tutt'attorno, minacciano il diluvio, ma dove sono io no. Lo spettacolo è indescrivibile davvero e mi blocco lì ad ammirarlo.

Il freddo mi desta da quella visione. Oggi le temperature erano davvero basse rispetto gli altri giorni, e il vento dal nord le abbassava ulteriormente. Ora che il sole sta calando, sento la necessitá di trovare un posto dove piantare la tenda. Fa davvero freddo. un cartellone mi indica che passo dalla regione de La Rioja, a quella di Castilla e Leon.

Passo il paesino successivo di cui non ricordo il nome, mi pare Redecilla del Camino, continuo a guardami attorno alla ricerca di un posto per la tenda, ma niente. Passo Castildelgado, vedo una stradina che va verso il cantiere della nuova strada, lì stanno costruendo un ponte. Vediamo se sono fortunato.

Si, c'è un pezzo di terra senza l'erba alta. Va benissimo. Mi cucino una zuppetta di quelle pronte, bella calda riscalda budella. Una bella telefonata a casa e poi ni infilo in tenda al caldo. All'interno della tenda si forma un microclima dove sto bene.

Sbrigo le faccende serali: preparazione del materassino, con le salviette bagnate mi do una lavata, lavo i denti e mi sdraio soddisfatto e contento.

Per ora non serve il sacco a pelo. In tenda sto bene, ma tra qualche ora lo userò di sicuro. Intanto l'ultima luce della giornata se ne va e io mi addormento tranquillo e pacifico.