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A PIEDI VERSO L'OCeano

26.06.2022 poco dopo San Jaun de Ortega (Castilla e Leon)

26.06.2022 poco dopo San Jaun de Ortega (Castilla e Leon)

Sveglia e via, ho una camminata un po' barcollante stamattina, devo ancora svegliarmi del tutto.

Poco prima di Belorado ci pensa la ruota anteriore a farmi svegliare per bene. È bucata un'altra volta. Ok, nessun problema, stessa tecnica dell'altra volta, lo spingo e alzo la ruota anteriore fino al paese. Prima di tutto colazione nel primo bar che trovo.

Il mio carretto attira l'attenzione di alcuni pellegrini, due signori chiacchierano in Francese, sono Rene francese di Carcassone e Dominique dal Belgio. Sono entrambi partiti da casa a piedi. Dominique ha un carretto mentre Rene, di 77 anni, viaggia con lo zaino bello carico. Entrambi hanno la tenda e qualche volta dormono negli albergue. Chiacchieriamo un bel pezzo scambiandoci idee ed esperienze. Dopo ognuno riprende la via col proprio passo.

Io devo sistemare la ruota. Vado nella piazza del paese sperando di trovare una fontana per cercare il foro nella camera d'aria, ma nulla. Riesco comunque a ripararla e a scambiare qualche chiacchiera con altri pellegrini.

Oggi giornata tranquilla, non ho molta voglia di camminare quindi mi concedo un'altra colazione e un po' di relax.

Riprendo il cammino, la giornata procede tranquilla, non cammino molto mi guardo poco in giro oggi.

Fa freddo e tira un vento gelido che mi entra nelle ossa. Per fortuna non ho spedito tutti i vestiti pesanti a casa e riesco a rimanere sufficientemente caldo. Il percorso sale su una collina alla cui sommità c'è un monumento nel luogo dove hanno rinvenuto centinaia di corpi di persone uccise durante la guerra civile.

Sarà perché sono stanco, sarà per la giornata fredda, o chissá cosa, ma quel posto mi lascia una grande malinconia.

Subito dopo c'è una discesa davvero molto ripida, seguita da una salita che mi taglia le gambe. Ma riesco ad arrivare in cima. Trovo due ciclisti francesi e mi fermo a chiacchierare con loro.

Da qui in poi è tutta pianeggiante in mezzo agli alberi. Davvero un bel pezzo e, fatto in solitaria, diventa ancora piú bello.

Arrivo a San Juan de Ortega, mangio qualcosa al bar, stasera non ho voglia di cucinare. Sono le 19 passate, tutti i pellegrini che si sono fermati lì stanno cenando e sono pronti per andare a dormire.

Io invece preferisco continuare e trovare un posto dove mettere la tenda.

Qui il Cammino ha due possibilitá, salire fino a Atapuerca e poi scendere a Burgos, oppure seguire la strada nazionale fino a Burgos. La via per Atapuerca è troppo difficoltosa per il carretto, me la ricordo bene, quindi opto per seguire la nazionale. Prima di arrivare sulla strada trovo un posto nascosto sotto un salice e mi fermo li per la notte.