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A PIEDI VERSO L'OCeano

28.06.2022 quasi a Castrojeritz (Castilla e Leon)

28.06.2022 quasi a Castrojeritz (Castilla e Leon)

Ieri sera, stavo quasi per addormentarmi, quando sotto la finestra della mia stanza è passata una sfilata con la banda con i tamburi, le trombe, tromboni ecc. Non so che festa fosse, ma erano tutti vestiti di bianco e viola, la sfilata si è fermata lì sotto. Sono uscito in terrazza e mi sono guardato la festa dall'alto. Dopo un po' la sfilata è ripartita, e sono andati via. È rimasto il brusio della gente nei locali, ma non ci ho fatto caso e mi sono addormentato in tronco.

La mattina preparo tutto con calma e il signore gentilissimo mi aiuta a portar giú dalle scale il carretto.

Trovo un bar aperto, sono le 8 e qualcosa, ci sono tanti pellegrini che si stanno dedicando alla colazione. Fa piacere vedere che c'è qualcuno che parte con calma come me.

Mi fermo in una panchina e sistemo un po' le ruote tirando i raggi che si sono allentati.

Il Cammino per uscire da Burgos è decisamente piú bello che quello per entrarci, in un attimo sono nuovamente tra i campi. Passo vicino alla strada ma non mi da problemi.

Al primo paesino, dopo non so quanti km, mi fermo al bar e scambio qualche chiacchiera con alcuni ragazzi e due ragazze degli Stati Uniti. Lucy e Emy vengono dalla California e continuano a chiedermi del mio viaggio, sono entusiaste.

Dopo un po' ripartiamo, ognuno col suo passo.

A Rebè de la Calzada una signora, credo una suora, mi invita ad entrare nel Ermita de la Virgen de Monasterio e mi da ogni benedizione possibile. Le dico che in effetti ne ho gran bisogno.

Comincia una salita verso la prima meseta.

Le mesetas, per farla breve, sono altipiani particolari, essendo sopraelevati prendono sole tutto il giorno e vengono coltivati. Ce ne sono parecchie in questa zona, sono le famose Mesetas di cui parlano tutti coloro che hanno percorso questo Cammino. Arrivato in coma risento il canto del grano. Mi mancava. Mi fermo ad ascoltarlo. È bellissimo davvero, invita a rimanere lì ad ascoltarlo e non ne ho mai abbastanza. È una melodia che cambia continuamente. Rimango fermo per un po', non ci sono altri pellegrini attorno, nessun altro rumore. Solo il canto del vento e del grano.

Riprendo il viaggio, scendo lungo una ripida discesa fino a Hornillos del Camino, mi fermo e poco dopo si ferma Claudio, ciclista abruzzese, incuriosito dal mio striscione. Mi offre una bibita e chiacchieriamo parecchio, parliamo dei viaggi fatti e quelli ancora da fare, mi parla della Caretera Australe e la mia mente inizia a macinare…

Poco dopo si ferma Michele di Taranto, è provato dalle vesciche e da due zaini scomodi e pesanti. Ci beviamo un caffè assieme e poi via ognuno col suo ritmo.

Un'altra salita, su, con calma ma deciso, la strada è sterrata ma vado tranquillo.

Arrivato in cima davanti a me campi di grano maturo, sembrano distese di sabbia, ad un certo punto sembra che la terra finisca e dopo non ci sia piú nulla.

Complice il sole che scalda, all'orizzonte vedo solo una distesa di grano e poi subito dopo il cielo di un azzurro mai visto prima. Sembra davvero che da li in poi ci sia solo l'infinito.

Che spettacolo incredibile. E il profumo delle spighe mature. Due meseta stupende! Fatte in solitaria nel pomeriggio.

Non dovrebbe mancare molto ad Hontanas. Questo paese me lo ricordo bene perché ha una piscina e quando ho fatto il Cammino, 9 anni fa, ho passato un intero pomeriggio a fare il bagno e bere birra col gruppetto che si era formato fin a qui.

Eccolo lì in basso Hontanas. Nel primo albergue che trovo, vedo Claudio che mi saluta. Ha deciso di fermarsi qui, mi fermo con lui e riprendiamo la chiacchierata. Un signore del posto, vedendo il carretto, attacca bottone con noi, ci racconta che è stato in Italia e ci spiega che dopo Leon non si può fare il bagno nei fiumi per pericolo mulinelli. Solo dove c'è il cartello con scritto balneabile (in spagnolo) si può fare il bagno senza rischiare di essere risucchiati sotto.

Ho ancora voglia di camminare e stanotte dormo in tenda. Dopo piú di un'ora di chiacchiere con Claudio riprendo il cammino. Un altro bellissimo incontro di questo viaggio.

Esco da Hontanas, il paesaggio è completamente diverso, qui c'è molto piú verde con alberi e cespugli, coltivano quacos'altro, ma non so cosa sia. Seguo il cammino e mi porta su un sentiero parecchio impegnativo. Per il carretto è una durissima prova, ma tiene duro.

Di là del campo, la strada asfaltata mi fa ciao, cavoli non ho guardato bene su Google maps. Pazienza, procedo con calma e vado avanti, tanto ho ancora parecchie ore di luce.

La via passa sulla strada e vado piú tranquillo.

Arrivo ai resti del monastero di San Anton, c'è un albergue molto bello, ricavato da una porzione del monastero che è rimasta e che hanno ristrutturato. Il posto è stupendo, non c'è nè acqua nè luce, ma stanotte voglio dormire in tenda.

Non c'è una nuvola e ci sono solo due piccoli paesi qui attorno, spero di vedere qualche stella.

Trovo un posticino appartato, mi cucino qualcosa, preparo la tenda solo con la casetta e mi rilasso. Sono le 21.30 e c'è ancora tantissima luce. Spero stanotte di svegliarmi e vedere com'è il cielo.