k

A PIEDI VERSO L'OCeano

07.07.2022 qualche km prima di Cacabelos (Castilla e Leon)

07.07.2022 qualche km prima di Cacabelos (Castilla e Leon)

Sveglia tranquilla ai primi raggi di sole, smonto tutto e via. Ormai sono diventato velocissimo nello smontare tutto e partire.

Faccio colazione con biscotti alla nutella e succo di frutta poi via lungo la strada asfaltata, troppo dissestato il sentiero

È tutta discesa fino a Molinaseca quindi vado tranquillo. Poco dopo essere partito, trovo una roulotte che funge da bar, mi fermo a bere un caffè e trovo Rene. Mi dice che forse è l'ultima volta che ci vediamo perché poi, a Ponferada, lui prenderà il cammino di inverno e non ci vedremo piú, per questo mi offre il caffè. Fortissimo Renè!

Poi giú lungo la strada, cammino tranquillo ammirando il panorama. A tratti la strada asfaltata e il Cammino si ricongiungono, in uno di questi vedo due pellegrini che prendono una strada sbagliata urlo per attirare l'attenzione di quello più vicino e lo avviso che forse sta sbagliano. Mi ringrazia dicendo: "Grande Belluno". È italiano e aveva visto il mio striscione ieri, per questo mi ha riconosciuto. L'altra pellegrina non sente i richiami, allora faccio una bella fischiata, si volta e le indicano di tornare indietro.

Ad ogni paese mi fermo per riposarmi, pausa colazione, pausa seconda colazione, pausa caffè, pausa terza colazione. Caspita, quando i paesi sono ravvicinati faccio un sacco di colazioni.

Arrivo a El Acebo, un altro paese rinato grazie al cammino, scambio due chiacchiere con altri pellegrini, un po' in inglese, un po' in francese, un po' in spagnolo e parecchio in italiano.

Ora la via del Cammino diventa un sentiero parecchio impervio, preferisco seguire la strada asfaltata anche se è parecchio più lunga.

Arrivo a Molinaseca, molti fanno il bagno sotto al ponte medievale, io invece mi fermo a mangiare e ritrovo alcuni del gruppetto dell'altra sera della pizza. Mi dicono che il sentiero a scendere era difficilissimo e faticoso. Ho fatto bene a seguire la strada.

L'ultimo pezzo prima di Ponferrada è tutto su asfalto senza un metro quadro di ombra, non è grave, io continuo col mio passo. Un signore del posto mi si affianca e in spagnolo mi dice che sono il primo pellegrino che ha quel passo così deciso e veloce. Fa quel pezzo di strada tutti i giorni e ne vede a centinaia, ma un passo come il mio non lo ha mai visto. Che gentile, lo ringrazio e mi racconta della miniera d'oro che c'era da quelle parti, mi racconta alcune cose di Ponferrada e di quanto si sia ampliata negli anni.

Arrivo a Ponferrada e mi fermo in una lavanderia a gettoni per lavare i vestiti. Mentre aspetto che la lavatrice faccia il suo dovere, mi bevo qualcosa di fresco al bar. Poco dopo vedo arrivare Marianna e chiacchieriamo per un po' assieme ad altri pellegrini lí al bar.

Riparto e prima di uscire da Ponferrada, visito il castello. È ristrutturato davvero molto bene. Meritava una fermata.

Esco dalla città e cerco un posto dove fermarmi per stanotte. Scopro che la cittá non finisce mai perché ci sono una serie di altri paesini e impiego un paio d'ore per uscire dagli abitati e trovare un posto tranquillo in mezzo ai vigneti e ai boschi.

Oggi ho esagerato. Le gambe fanno male. Però sono contento quindi il dolore passa in secondo piano.