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A PIEDI VERSO L'OCeano

11.07.2022

11.07.2022

Durante la notte attorno alle 2 sono passate due pellegrine con la pila frontale.

Mentre smonto la tenda parecchi pellegrini passano di là e mi salutano.

Riparto, ho una voglia matta di fare colazione, il prossimo paese è a 8 km circa. A Gonzar entro nel bar ma è chiuso, la ragazza gentilissima mi fa comunque un caffé e mi da alcuni minimuffin. Gentilissima.

Per me il primo impatto con gli ultimi 100km non è stato positivo. Mi ricordo che mi fece lo stesso effetto l'altra volta. Sono per lo piú gruppi organizzati, viaggiano tutti assieme parlando ad alta voce e facendo festa nei bar. Si sente che lo spirito è diverso rispetto a chi sta camminando da vari giorni, ha sofferto, ha vissuto esperienze e ha visto un sacco di cose.

Non mi piace molto tutto questo trambusto, peró poi ascoltando e aprendomi a vedere la cosa da un altro punto di vista, mi rendo conto che ognuno sta percorrendo il suo Cammino. Ci sono scolaresche, gruppi di persone che viaggiano con agenzie organizzate, ognuno lo fa a modo suo.

Ma ognuno di loro sta vivendo emozioni ed esperienze e questo fa parte del Cammino.

Molti, vedendo il mio carretto, mi fanno domande, mi si affiancano e camminano per qualche decina di metri con me, mi fanno foto e in alcuni vedo loro brillare gli occhi quando racconto qualche particolare del mio viaggio.

C'è un'area di riposo, mi siedo su una panchina e mi guardo attorno, c'è un movimento di energie, tante persone ed ognuna che sta vivendo un'esperienza particolare. Sto rivalutando gli ultimi 120km del cammino.

Seduto in relax si ferma Jo il ciclista olandese che ho conosciuto sul passo prima di O Cebreiro. Chiacchieriamo parecchio, mi piace la sua compagnia ed è arrivato nel momento giusto. Lui è partito in bici da casa sua in Olanda. Poi viene il momento dei saluti e lui riprende la sua via verso la meta.

Cammino ancora un po', chiacchierando con vari pellegrini, alle porte di Palas de Rey trovo un parco e decido che è il momento della penichella. Mi porto lontano dalla strada, mi sdraio a terra e crollo in un sonno ristoratore.

Riapro gli occhi non so dopo quanto, nel tavolino vicino a me ci sono due ragazze. Vedono il mio striscione e mi chiacchieriamo. Sono Abi e Sara, fanno il cammino e poi tornano in autobus a prendere il furgone/camper. Mi regalano una pera. Chiedo loro di firmare lo striscione e spiego il significato delle firme. Abi mi dice:" ma non era nulla di che, solo una pera" io le spiego che non è il prezzo della pera ad essere importante, ma è il gesto di donare qualcosa, che ha un valore inestimabile.

Arrivo nel centro di Palas de Rey, ho fame, chiedo ad un ristorante se la cucina è aperta. Mi rispondono di no, ringrazio ed esco, subito dopo esce una ragazza, mi rincorre e mi dice che la cucina è aperta e che sono io benvenuto. Che gentile.

Mangio qualcosa, oggi non ho molta voglia di camminare, quindi rimango lì seduto per un bel po'. Ad un tratto vedo passare Marijana (Marianna), ci salutiamo e la invito a bere qualcosa. Ripartiamo assieme, anche lei è una pellegrina solitaria come me, ha fatto tutto il Cammino da sola ma anche oggi facciamo un pezzo assieme.

Ormai sta arrivando la sera, troviamo un ostello che ci va bene e decidiamo di fermarci lì.

Doccia, lavatrice e poi cena tutti assieme, siamo in 5, Marijana, uno spagnolo, un'italiana, una tedesca ed io.

Una delle cose belle del cammino è questo misto di nazionalitá e la voglia di comunicare in qualsiasi lingua e in qualsiasi modo. Parliamo tutti inglese quindi decidiamo che quella lingua va bene per la serata.

Durante la cena chiacchierando del più e del meno, racconto la mia idea di camminare durante la notte per godermi le stelle e il fresco.