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A PIEDI VERSO L'OCeano

15.07.2022 Hospital (Galizia)

15.07.2022 Hospital (Galizia)

Durante la notte il temporale ha ripreso. Alcuni lampi e tuoni mi hanno svegliato un paio di volte.

Sono le 6, sono sveglio e carico, pronto per ripartire.

Preparo Carretto, colazione e via. La pioggia ha rinfrescato molto, mancano 70 km alla meta.

Sono un po' stanco, forse per aver dormito poco, però sono carico, la voglia di arrivare è sempre più grande. Ma non accelero, continuo al mio solito passo con pause e momenti per godermi il panorama.

L'oceano mi sta chiamando, lo sento. Il percorso è bello largo, nessun problema per Carretto, me lo ricordavo come un sentiero di montagna, ma evidentemente negli ultimi 9 anni l'hanno allargato.

Passo tra boschi di eucalipto, colline dopo colline, salite e discese, cerco di seguire la strada asfaltata quando è possibile così procedo con piú tranquillità.

Alcune salite tra i boschi mettono a dura prova le mie gambe, rallento un po' il passo e continuo. All'interno della foresta c'è molta umidità e sudo parecchio.

Qualche altro pellegrino in giro oltre a me, siamo davvero in pochi. Pausa in cima ad una collina, devo reintegrare bene i liquidi e mangiare qualcosa.

Poi giú lungo la discesa, Carretto "tiene botta", sente che manca poco e non vuole mollare. Le pietre "miliari" poste ad indicare il percorso, segnano anche quanti km mancano a Cabo de Finisterre, il faro posto sul promontorio, 3 km dopo il paese di Finisterre.

Falta poco (manca poco in spagnolo).

Mi fermo ad una fermata dell'autobus, saluto con la mano un anziano signore intento nei suoi lavori nella fattoria, ricambia il saluto e mi viene incontro. Ha voglia di chiacchierare e anch'io. Mi racconta dell'acquedotto appena costruito, della sua stalla e dei suoi animali, del fatto che lui ha una certa etá e non trova nessuno che abbia voglia di lavorare. Sono tentato di fermarmi lì ed aiutarlo, ma l'oceano mi chiama, sento che devo andare.

Conto di arrivare fino ad Hospital, da li poi mancano 30 km alla meta.

Mi fermo in un bar per riposare un po' poi riprendo seguendo la strada asfaltata, salgo su una collina, ormai è sera, c'è un paesaggio surreale. Tutte le pale eoliche sono immobili, penso sia la prima volta che vedo così tante pale tutte ferme.

Tutt'attorno le colline sono immobili, all'orizzote il sole sta calando, tutto questo mi da un senso di tranquillitá incredibile.

Arrivo all'albergue attorno alle 21.30, la signora gentilissima mi prepara la cena e poi lei in macchina e io a piedi mi accompagna poco distante dove c'è la casa con i dormitori. Doccia e poi mi metto a nanna.